Visita al Santuario

L’ingresso al Santuario

Ai piedi della grottaArrivati al centro di Praia, percorrendo via Cap. Maiorana e sottopassato il ponte della ferrovia, si è in vista del Santuario e si comincia a salire per un centinaio di metri una rampa pavimentata con ciotoli di mare.
Per favorire la riflessione e la meditazione nel salire al Santuario, nel 1995 è stata realizzata un’artistica ‘Via Crucis’. Le 14 stazioni in mosaico (con piccoli ciotoli della spiaggia locale) sono opera dell’artista di Praia ‘Vittoria Gallori’.

Ingresso della grottaSuperati poi 53 gradini si arriva finalmente all’ingresso. La superfice complessiva del Santuario, senza il terreno esterno, è di mq. 1.994,75. La grande caverna è costituita da tre grotte poste a livello diverso, ognuna con una grande apertura naturale all’esterno da cui entra aria, luce e sole nel pomeriggio.

La prima Grotta

La prima grottaVarcato il cancello di accesso si entra nella prima grotta, di forma rettangolare e con una superfice di mq. 291,79.
Sulla destra si nota subito, protetto da un’inferriata, il grande masso arrotondato sul quale nel 1326, secondo la ‘leggenda’, fu deposta la statua della Madonna col Bambino. Nella sala a sinistra dell’ingresso nel 1992, con il contributo dei fedeli, è stato realizzato un artistico PRESEPIO permanente.

La seconda Grotta

La seconda grottaSuperati ancora 40 gradini e tre pianerottoli si entra nella seconda Grotta (la più grande: mq. 1.478,96; altezza 15 mt. circa). Il pavimento, in terra calpestata, è quasi sempre bagnato dal gocciolio che scende dalla volta. Quasi al centro si trova l’imboccatura circolare di un pozzo che raccoglie una sottile vena d’acqua cadente dalla volta.
A destra un’acquasantiera a conca circolare eretta certamente quando la porta di accesso al Santuario era posta tra la prima e la seconda grotta al termine della gradinata.
Sul lato destro della Grotta si vede ancora qualche tomba testimonianza delle inumazioni avvenute nella grotta fino ai primi del ’900.
Sempre sul lato destro si vede la Cappella fatta costruire dal vescovo Tiberio Casentino nel sec. XVI; sull’altare vi è collocata una bianca statua marmorea della Madonna col Bambino detta della “Neve”, quasi certamente opera della ‘scuola’ del GAGGINI (sempre del sec. XVI).
Sul lato sinistro è visibile la trincea protetta degli scavi effettuati dall’Istituto di Paleontologia Umana dell’Università di Roma in una prima fase dal 1957 al 1970 e in una seconda iniziati nel 2001 e ancora non portati a termine.

Gli scavi“I materiali degli scavi delle grotte di Praia, in accordo fra l’Istituto Italiano di Paleontologia Umana e la Soprintendenza Archeologica della Calabria, furono trasportati a Lipari, presso il Museo Eoliano, dove era più agevole eseguirne lo studio, il restauro, la documentazione grafica e fotografica e l’inventario. Fu particolarmente importante la collaborazione del Prof. Italo Biddittu, che trascorse due estati a Lipari, soprattutto per la revisione e lo studio dei giornali di scavo riguardanti le campagne a cui egli aveva partecipato… I materiali degli scavi furono inventariati nei registri del Museo Archeologico di Reggio Calabria, al quale furono riconsegnati al termine dello studio”. (Memorie dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana: LA GROTTA DEL SANTUARIO DELLA MADONNA – Praia a mare – Cosenza. LIVELLI OLOCENICI. Roma 2000)

La terza Grotta

La terza grottaSuperata la gradinata posta sul lato destro della grotta e varcato il cancello si entra nella GROTTA-CAPPELLA (lunga mt.20 e alta mt. 11 circa) di forma rettangolare e di superfice mq. 224.
Sulla destra si possono ammirare delle caratteristiche concrezioni millenarie sulle quali scorre permanentemente una sottile vena d’acqua.

La cappellaSul fondo della Grotta vi è l’Altare Maggiore su cui in una “nicchia” è posta la statua della Madonna. L’altare fu fatto erigere nel 1890 dall’Arciprete Nicola Moliterni con le offerte dei fedeli. Il Papa Pio X lo rese “privilegiato” per ogni giorno in perpetuo. Nell’Anno Santo del 1925 il benefattore Raffaele Perrone (emigrato in Brasile) donò alla Cappella i cristalli istoriati collocati nelle due grandi finestre ai lati della nicchia della Madonna.

La Grotta-Cappella è illuminata dall’apertura naturale che si trova alle spalle dell’altare maggiore. Per alcune ore del pomeriggio il sole con fasci luminosi penetra all’interno e con la sua luce dorata illumina la volta della Grotta-Cappella producendo degli effetti di straordinaria bellezza.

Il complesso della Canonica e il Campanile

Il belvedereDalla seconda Grotta, dirigendosi verso l’apertura, si arriva al ‘BELVEDERE’ (visione panoramica di Praia, dell’Isola Dino e dell’ampio meraviglioso golfo di Policastro). Sulla destra vi è il complesso della Canonica e il Campanile.

“Situato in adiacenza della contigue ‘Grotticelle’ che venivano abitate dagli ‘Oblati’ per la cura del Santuario e costituito da tre edifici ben individuabili: il Campanile, la Costruzione ad un piano e l’Edificio a due piani utilizzato come abitazione del Cappellano. Il Complesso della Canonica unisce l’idea del Chiostro e quella delle tipiche abitazioni locali, realizzate con scale aperte e logge impostate su archi di pietra.

La canonicaLo sviluppo della Canonica è piuttosto vario e articolato: costruito secondo il criterio dell’architettura minore, si sviluppa con un susseguirsi di ambienti e di spazi esterni che si configurano a seconda delle svariate esigenze, recuperando tutto lo spazio a disposizione talvolta incuneandosi nella roccia circostante, talaltra facendo diventare costruzione lo stesso elemento naturale.

Si entra all’interno del complesso attraverso un piccolo cortile dove sono collocati gli ingressi che conducono, rispettivamente, al Chiostro, all’Edificio ad un piano e al Campanile.
Il piccolo Chiostro, a forma di trapezio irregolare, chiuso dagli edifici su tre lati, e da un alto muro sul lato rivolto verso sud-ovest, costituisce il fulcro intorno a cui ruota l’intero complesso.

L’Edificio a due piani è costituito al piano terra da un portico ad archi a tutto sesto impostati su colonne tozze dagli angoli smussati, attraverso cui si accede a cinque piccoli vani o celle di diverse dimensioni, ambienti realizzati per ospitare i pellegrini che si recavano in visita al Santuario. Caratteristico è il primo vano, la cui parete di fondo ed il soffitto sono costituiti dalla nuda roccia che prosegue a coprirla per gran parte attuando una doppia altezza.

La scala conduce ad un piccolo terrazzo segnato quasi a diaframma da colonne sormontate da archi a tutto sesto a mò di loggetta, da cui si accede all’appartamento, e ad un ambiente utilizzato, oggi, a deposito, un tempo a dispensa, che si sviluppa come un lungo e stretto corridoio tra la muratura dell’edificio e la parete rocciosa.

L’abitazione è costituita da quattro ambienti le cui parti terminali presentano sporgenze e rientranze dovute proprio alla necessità di recuperare la maggiore quantità di spazio possibile.
L’Edificio ad un solo piano, destinato originariamente ad abitazione per il Cappellano, possiede due accessi, uno direttamente dal cortile e l’altro dalla corte interna. Costituito originariamente da due vani, oggi è stato trasformato in un unico ambiente.

Il campanileLa costruzione del Campanile è anteriore alla casa e risale probabilmente alla fine del sec. XVIII. Realizzato a pianta regolare, il campanile segue la tecnica costruttiva della Canonica. Uno dei quattro lati è, infatti, costituito completamente dalla parete rocciosa a cui è addossato, così come la scala interna dove ai gradini realizzati in muratura si alternano quelli scavati direttamente nella roccia.
Le campane hanno una forte valenza storica non solo per il Santuario ma per l’intera comunità locale. Era situata nella cella campanaria rivolta verso nord la campana più antica che riportava la scrittura Anno Domini 1789. Questa era stata collocata sul muro d’ingresso del Santuario e successivamente spostata sul Campanile. Il cattivo stato in cui versava fece sì che ne 1984 venisse rifusa e ripristinata in loco nel maggio dello stesso anno.

Altra campana degna di nota è quella appartenuta al Piroscafo ‘Umballa’ affondato nel 1917 da un sommergibile austriaco al largo dell’Isola di Dino. La campana, battezzata col nome di ‘Santa Maria della Vittoria’, venne collocata nel 1918 sul campanile nell’apertura rivolta a sud. Altre campane sono inserite nell’arco sul terrazzo del campanile”. (F.Colino-R.Droghini. Il Santuario della Madonna della Grotta in Praia a Mare. Ed. Salvati 2007)